Scambiando quattro chiacchiere

«Davvero credi che sia una cosa fattibile nella nostra scuola?». «Perché no? Sarebbe ora di rimboccarsi le maniche! Hai idee migliori, scusa?». «Mi fate parlare, per favore?». Iniziavo a dubitare che fosse stata una buona idea. Li avevo convocati tutti e sette ad uno stesso tavolo, ciascuno a rappresentare quei nomi ad effetto che sarebbero stati sulle bocche di tutti fino alle elezioni. Avrei dovuto prevedere che, portatori di iniziative e idee diverse, avrebbero potuto trasformare in baraonda quella che era una grande occasione di soddisfare la mia curiosità. Io li avevo chiamati, io dovevo fare in modo che il dibattito procedesse senza eccessi. Lucia Gioielli mi aveva raggiunto al tavolo per prima e morivo dalla voglia di chiederle il perché di quel nome un po’ altisonante. «Ragazzi, per favore, procediamo con calma. Lucia, come mai avete scelto come nome Apocalist?». «Rende bene l’idea di rinnovamento che vorremmo portare». «Cosa riguarderebbe?». «Un po’ tutto. Ci piacerebbe innanzitutto creare un ambiente più disteso, di maggior collaborazione». «Ottima idea!». È stato Luca Pheulpin a intervenire: «Questo è anche uno dei nostri obiettivi: favorire una più significativa solidarietà studentesca». La proposta mi sembra interessante e gli chiedo come si concretizzerebbe. «Abbiamo intenzione di attivare corsi di tutoraggio per tutto l’anno tenuti dagli studenti, volti a neutralizzare il pericolo di un approccio apatico alla cultura. Abbiamo già qualcuno disposto a occuparsene. Lo dice il nome stesso della nostra lista, Lista Prometeo, che si riferisce alla dedizione che intendiamo mettere in gioco per un progetto del genere». Leonardo Panerai, rappresentante di Simmachia, interviene: «Per facilitare la vita degli alunni, noi abbiamo intenzione di introdurre la figura dell’avvocato degli studenti, un esperto dei diritti dei ragazzi che possa fornire loro consulenza». «Anche noi abbiamo in mente corsi di tutoraggio da parte degli studenti più grandi» aggiunge Sofia Balbo, di Taxim: «Bisogna far sentire i ragazzi a proprio agio, come diceva Lucia, per favorirne la collaborazione. Noi vorremmo consultare maggiormente gli studenti per rendere le assemblee più interessanti, visto che abbiamo l’obbligo della frequenza». Questo è un argomento da sviscerare e chiedo agli altri cosa abbiano in serbo per le assemblee. Esordisce Leonardo: «A noi piacerebbe organizzare le rubriche tipiche delle assemblee orizzontalmente, in modo tale che tutti gli argomenti siano seguiti per l’intero corso dell’anno e ogni assemblea li racchiuda tutti». «Noi, invece, vorremmo aprire le assemblee a ospiti speciali che possano fare inoltre da orientamento universitario e lavorativo. Il nostro obiettivo, sia per le assemblee sia per la settimana dello studente, è quello di conciliare il massimo del divertimento con il massimo dell’apprendimento possibili. Vogliamo ripartire dalle basi, cambiare il modificabile senza intaccare la tradizione mediante una rappresentanza trasparente, come dice il nome della nostra Lista Semplice». È stato Matteo Bettoni a parlare e gli risponde subito Leonardo. «Anche noi teniamo alla tradizione e alle particolarità del Giulio Cesare, che intendiamo rispettare nel progetto di unione e associazione con altre scuole». «Ci vuole però un contatto diretto tra rappresentanza e studenti» interviene Nikolas Panoutsopoulos, di Lista Factotum: «Noi intendiamo realizzarla mediante una nuova piattaforma accessibile a tutti, che dedichi inoltre spazio al mercatino dei libri». Annuiscono a queste parole Matteo e Sofia, che hanno idee molto simili per quanto riguarda la compravendita dei libri. Parla finalmente Marco Bologna, rappresentante di Α-Ω: «L’idea di un portale internet è una delle nostre iniziative principali, capace di aprire il Giulio Cesare all’attualità, per esempio mediante delle lezioni, e strumento di inclusione, come vuole suggerire il nostro nome. Inoltre tale portale sarebbe di supporto al giornalino scolastico». «Per favorire la divulgazione del giornalino, noi vorremmo distribuirlo all’ingresso della scuola», interviene Sofia. Decido di non addentrarmi ulteriormente in questo argomento e domando se abbiano idee riguardanti l’ambito sportivo. Leonardo propone un nuovo torneo di tennis e accenna inoltre al ritorno della Notte bianca del Giulio Cesare, mentre Matteo avanza l’idea di una celebrazione di tutti gli sport in una giornata apposita con l’affitto di un centro sportivo. Potevo dirmi soddisfatta e contenta nell’aver visto tutti quei ragazzi determinati a dare il meglio. Dopotutto, siamo tutti allo stesso tavolo.

Matilde Sacchi (1G)

L’albero dei desideri

Tutti, a prescindere dall’età, trovano in qualche misura problematico “convivere” con un albero di Natale. Non appena esso fa la sua comparsa nelle nostre case, andando a occupare il solito angolo abituato alle sue luci e decorazioni, inevitabilmente esso attira su di sé gli occhi di tutti. Tale fenomeno diventa quasi ossessivo nei giorni a ridosso del Natale, quando la sua base viene a poco a poco ricoperta da una miriade di pacchetti inviolabili: se le mani devono stare buone, gli occhi non hanno pace e sbirciano le forme e le dimensioni, alla ricerca di indizi nel colore della confezione o in un qualche biglietto leggibile anche da una certa distanza. La medesima smania anima gli studenti, curiosi di sapere cosa i nuovi rappresentanti d’Istituto porranno quest’anno sotto l’albero del “Giulio Cesare”. Si tratta forse del solo caso in cui i regali utili a lungo termine siano maggiormente desiderati di quelli forse più superflui, ma certo molto appaganti. Dai “Babbi Natale” eletti gli studenti si aspettano soprattutto l’attuazione di quanto promesso nei loro programmi elettorali. Quale programma, però? Quello di Simmachia? E i progetti di Taxim, meno ambiziosi ma forse di più facile realizzazione, che fine faranno? Livia Palleschi, eletta proprio in quest’ultima lista, non intende rinunciare ad alcuni di essi, tra cui la giornata per riverniciare la scuola, le tessere sconto e il programma di tutoring per i quartoginnasiali di quest’anno o per quelli del prossimo: tale programma è già stato in parte esposto alla Preside e se ne discuterà probabilmente anche durante il Consiglio d’Istituto di gennaio. Ma ecco che gli occhi tornano all’albero, da cui non riescono a staccarsi per molto tempo. Facilmente riconoscibile sotto la carta per l’assoluta originalità, c’è l’avvocato degli studenti, Pierluigi Damosso. I rappresentanti vorrebbero tentarne l’inserimento nell’Organo di Garanzia, in alternativa al rappresentante degli studenti. Se ciò non fosse fattibile, la possibilità di assumere questo incarico si vorrebbe estendere a un qualsiasi membro del Comitato Studentesco, invece che ai soli rappresentanti d’Istituto. Si scorge sotto le fronde anche il concorso per le startup, una delle proposte più interessanti tra quelle di Simmachia, che prenderà posto da subito tra i corsi della prima Assemblea d’Istituto utile. Uno dei pacchetti più divertenti da scartare è il torneo di tennis, tanto promosso prima delle elezioni. Nel frattempo gli occhi guizzano ai piedi dell’albero, nella speranza che le promesse non restino sulla carta dei volantini come richieste infantili e troppo esose in una “letterina” a Babbo Natale.

Matilde Sacchi (1G)

Studente informato, mezzo salvato!

17 novembre 2016, Largo Ostiense, studenti in piazza: sì, perché studenti che provino interesse per quanto accade oggi esistono ancora, che si tratti di eventi che li coinvolgono da vicino oppure no. Con l’istituzione della Buona Scuola, per esempio, e nell’ambito dell’ASL (Alternanza Scuola-Lavoro) è stato stipulato tra gli altri un accordo tra il MIUR (il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca) e alcune multinazionali: vogliamo qui ricordare Zara McDonald. Quest’ultima, per esempio, propone che gli studenti italiani lavorino per un numero di ore certo minore ripeto a quello dei suoi dipendenti ma, come previsto dalla Buona Scuola, senza percepire un salario: ciò tornerebbe a enorme vantaggio della Multinazionale che, avvalendosi delle prestazioni degli studenti, coprirebbe l’equivalente di 10.000 posti di lavoro senza dover corrispondere altrettanti stipendi. Va però detto che i Soggetti Ospitanti sul territorio italiano e accreditati dal MIUR sono limitati rispetto al numero degli studenti coinvolti nell’ASL, un numero che è sensibilmente cresciuto rispetto a quello dello scorso anno scolastico: per questo non a tutti potranno capitare con assoluta certezza Soggetti Ospitanti di “serie A”. Lasciamo a voi trarre le dovute conclusioni. Ma torniamo alla manifestazione: le voci del corteo sono arrivate fin sotto il MIUR. Uno degli organizzatori ha espresso la volontà di parlare, a nome di tutti, con un funzionario del Ministero: nessuno è sceso in strada tra gli studenti! Ingiustizia? Forse: perché, indipendentemente dalle posizioni di ciascuno studente, tutti meriterebbero di essere ascoltati. Ciò che si intendeva comunicare è che gli studenti di Roma, come delle altre città italiane, non dovrebbero essere manipolati né sfruttati, ma questo può verificarsi solo a patto che gli stessi studenti maturino un loro senso critico, proprio grazie all’informazione e al loro interessarsi a quanto li riguarda. Nella realtà, dunque, la manifestazione non ha sortito effetti concreti sebbene, tra cori e sorrisi, gli studenti di molti Licei romani abbiano tentato di far sentire la loro voce e di dimostrare il loro valore. Ciò detto, ci preme ricordare che l’ASL non è solo fonte di incomprensioni: essa è di certo un’opportunità formativa, purché il Progetto si svolga con trasparenza, correttezza ed organizzazione. Chiediamo dunque a voi lettori di riflettere sulle nostre parole e di comunicarci, se vi va, le vostre idee in merito. Ma, soprattutto, vi esortiamo ad assumere un ruolo: quello di protagonisti attivi e informati!

Giulia Petrilli, Scilla Volpe Simoncelli (1G)

Maturi forse, confusi certo

E’ inevitabile che anche riguardo alla nuova maturità i media possano solo confonderci le idee. Quando entrerà in vigore? La terza prova? E la commissione? Chi sono io? Non è che devo iniziare a studiare matematica? Soprattutto, cosa peserà sulla valutazione finale? Queste e molte altre sono le domande che ci siamo posti, chi più e chi meno, sentita la grande notizia del cambiamento. Innanzitutto è da chiarire con grande dispiacere per i nostri compagni maturandi che tale argomento non riguarda i ragazzi che dovranno sostenere gli esami al termine di quest’anno scolastico 2016/2017. Le novità toccheranno alla prossima mandata. Un bel sospiro di sollievo lo tirerà chi non vede nello studio il suo cavallo di battaglia e magari arrancando speranzoso non vede l’ora di tagliar corto. Per quale motivo? Basterà all’ammissione una sincera media del sei incluso il voto di condotta; quindi se non siete proprio matematici o tantomeno grecisti, un bell’otto in educazione fisica e un po’ di tranquillità in classe vi salveranno la pelle. D’altronde, giunti all’ultimo anno che vogliamo pretendere? Se non si ha ingranato la marcia finora di certo non accadrà a due mesi dal termine dell’agonia. Inutile ribadire che sarà necessario per l’ammissione risultare presenti per almeno tre quarti dell’anno scolastico. Riguardo invece ai cambiamenti apportati alle prove d’esame, si sente parlare sul web di “restyling” forse tentando di ridicolizzare il tutto, ma noi siamo troppo di parte per poter criticare la serietà di tale riforma. La prima prova, quella d’italiano, consiste nella stesura d’un testo argomentativo che potrà spaziare dall’ambito artistico-filosofico a quello scientifico-tecnologico in tutte le sfumature che si interpongono. Tale verifica avrà come fine quello di mettere alla prova le competenze e la capacità di comprensione e analisi dello studente, il quale avrà la possibilità di strutturare il suo lavoro in più parti. Per completezza nel riportare le notizie e soprattutto per donarvi una fievole risposta alla tipica domanda di uno studente del classico “Perché ho scelto il classico se faccio matematica quanto allo scientifico?”, vi riferisco che i nostri amici matematici non avranno il piacere di poter accantonare una tra matematica e fisica, presentandosi la loro seconda prova in un possibile, quanto poco chiaro, mix tra le due. Quanto a noi ,grazie al cielo, nessuno ha proposto una seconda prova che presentasse un miscuglio tra greco e latino (se solo sapessero delle nostre prove di competenze) . Dove sta la terza prova? Abbiamo la sensazione che sia scomparsa all’orizzonte e con lei anche la tesina. Sulla prima nessun rimpianto, ma sulla seconda non ne siamo così entusiasti. Infatti il punto di partenza per l’orale verrà proposto dalla commissione, non si è ben capito in che maniera. Ad ogni modo, con voce strozzata, debbo dirvi di non prendere sottogamba la magnifica Alternanza Scuola-Lavoro che stiamo allegramente assaporando in questo periodo; anch’essa avrà il suo peso determinante sulla valutazione finale e anch’essa non si sa bene in che modo. Insomma, tocca dare ragione ai media: non s’è capito niente.

Elena Sorgente (1E)

“La tecnologia è troppo importante per essere lasciata agli uomini”

Come dettato dalla riforma sulla scuola di Matteo Renzi, tutti gli studenti a partire dal terzo anno di scuola superiore, devono prender parte a progetti di alternanza scuola-lavoro. I ragazzi quindi sono chiamati a prender parte a un progetto lavorativo per duecento o quattrocento ore a seconda se si frequenta un liceo o una scuola a indirizzo professionale. In alcune scuole, come nella nostra, gli studenti hanno la possibilità di scegliere tra diverse proposte “lavorative”. Una di queste proposte era il cosiddetto “progetto NERD”, un’iniziativa del Dipartimento di Informatica della Sapienza svolto in collaborazione con IBM. Per partecipare non è richiesta alcuna competenza pregressa, ma solo di essere di sesso femminile. Questa richiesta, che a primo impatto può sembrare sorprendente, mira a incoraggiare le ragazze ad intraprendere studi e carriere nel settore delle tecnologie dell’informazione, poiché è innegabile che oggi le donne sono una piccola minoranza in questo settore. Uno studio della Commissione Europea ha infatti dimostrato che ci sono circa 900.000 posti di lavoro disponibili nelle ITC (Information and Communication Technology)e che se si eguagliasse il numero di assunzioni femminili a quelle maschili il PIL europeo avrebbe un incremento di addirittura nove miliardi di euro l’anno. Il progetto NERD consiste nella realizzazione di app per smartphone attraverso l’utilizzo di “AppInventor”, uno strumento sviluppato dal MIT (Massachusetts Institute of Technology). Le app ideate vengono presentate, valutate e, se valide, premiate nell’ultimo dei sette incontri. I primi tre incontri si svolgono in laboratorio e solo al sesto incontro è prevista una breve esposizione del progetto di fronte alla Giuria. Quest’anno a tale progetto hanno preso parte ben centosessanta scuole ma solo undici sono state ammesse al settimo e ultimo incontro, nel quale avviene la premiazione. La nostra scuola, il Giulio Cesare, si è aggiudicata il terzo posto sul podio, grazie alla fantasiosa e valida app ideata da tre studentesse (Flavia Giontella IE, Francesca Mariani IE, Emanuela Ramiccia IG) e intitolata “Get the Donut”. Il giocatore deve muovere una cesta per raccogliere solamente le ciambelle, cercando di non mancarne nessuna, evitando i pretzel e provando a raggiungere un punteggio pari a venticinque sebbene la difficoltà sia sempre più alta. Questo gioco tecnologico, come sottolineato dalle ideatrici, esercita la capacità di concentrazione, aumenta la coordinazione mano-occhio e al contempo fa divertire. Insomma, un’app che scaricherei volentieri!

Camilla Laturra (1E)

Lista Apocalist

Lista Apocalist si ripropone anche quest’anno con gli stessi principi e con lo stesso impegno nei confronti della natura. Apocalist non è né un movimento né un’ideologia; siamo un gruppo di ragazzi allegri che vuole trasmettere felicità ed unione a tutti i nostri compagni, dai più grandi ai più piccoli. Lontano da ingenti spese e da pubblicità a livello mediatico, lontano dalla troppa serietà e dalla falsa competizione accanita che si crea attorno alle liste, lontano dall’ossessione dell’immagine e dalle complicazioni… Perché noi siamo ragazzi semplici e genuini ed il nostro SORRISO è la nostra propaganda. L’idea che abbiamo della scuola è basata soprattutto sulla creatività e la libertà dell’individuo di esporsi come meglio vuole creando interessi comuni, passando dalla politica all’arte, dallo sport alla musica, affinché si possa creare un’armonia fra tutti gli studenti senza tensioni ed odio, ma solo con amicizia e positività.

Belli tutti e daje tutta

Lista Factotum

Factotum nasce dalla voglia di estendere un senso di collettività al Giulio Cesare. Vogliamo creare una lista che vada ben oltre gli 8 candidati. Tra i nostri obbiettivi c’è quello di restituire un senso civico e comunitario a questa scuola, che negli ultimi anni abbiamo visto venir meno. Uno dei mezzi di cui disporremo affinché tutto ciò accada è l’organizzazione di un gruppo di studenti che si confrontino e rimangano sempre operativi a scuola e per la scuola, portando la scuola, intesa come comunità, lontano dai libri e dai compiti in classe. Le nostre proposte per quest’anno tenteranno di colmare alcune lacune che questa scuola presenta nel campo dell’orientamento universitario come in quello dell’organizzazione di attività extracurricolari. Per quanto riguarda le  molteplici innovazioni che cercheremo di inserire all’interno dell’istituto proponiamo: lezioni solo ed esclusivamente teoriche e di preparazione ad esami patenti AM e A1 per concedere ad ogni studente di sostenere almeno l’esame scritto senza dover fare fronte a ingenti spese per le lezioni in autoscuola, mentre per quanto riguarda l’ambito artistico ci impegneremo ad organizzare finalmente una giornata dell’arte con gli attributi. Infine per concludere con le proposte ci impegniamo, grazie alla preparazione di un nostro candidato, a riorganizzare il concerto di fine anno riportando al Giulio chi ha vissuto, suonato e cantato il Giulio. Il nostro punto di forza, come si è visto l’anno scorso, è stato quello di non farci abbattere dal risultato elettorale proponendo e realizzando una delle proposte di punta dell’anno scorso: il mercatino dei libri che ha consentito a decine e decine di studenti di risparmiare centinaia di euro ma soprattutto di ottenere un ricavo contro la speculazione editoriale che stiamo vivendo oggigiorno. Per quanto riguarda la consulta provinciale degli studenti, organo che ci vede tra le poche liste candidate, promettiamo una continua informazione per gli studenti, un aperto confronto e una netta trasparenza sull’operato del rappresentante, 3 fattori che ormai da anni non si vedono più in questa scuola.

Lista Idealista

Ciao! Ci presentiamo, noi siamo Idealista! È sempre difficile definire un’idea, potremmo generalmente dire che ci siamo posti l’obiettivo di portare un cambiamento all’interno degli istituti romani, ma siamo molto di più. Idealista è un pensiero che si trasforma in realtà, è l’applicazione dell’unione di tanti ragazzi, la vocazione di migliorare la realtà in cui viviamo se questa realtà non ci appartiene più. La realtà di cui parliamo sono gli istituti romani, contesto tanto difficile quanto stimolante. Il nostro obiettivo è quello di riportare noi, gli studenti, al centro della vita della nostra scuola, renderci partecipi tramite iniziative di ogni genere.

Lista Simmachia

Simmachia è un coordinamento studentesco nato qui al Giulio Cesare lo scorso anno ed estesosi in breve tempo in molti altri istituti romani. Ciò è stato possibile grazie alla cooperazione tra studenti indipendenti e liberi di esprimere le loro idee e condividerle con gli altri. Il nostro obiettivo è quello di coinvolgere gli studenti nella maniera più efficace possibile, rendendoli parte integrante di questa scuola. Le nostre proposte infatti spaziano tra molti ambiti: culturale, didattico, extrascolastico, sportivo e ludico. Esse dunque abbracceranno gli studenti a 360 gradi per un’idea di scuola che vada oltre lo studio e che si propone di creare studenti consapevoli e partecipi.

 

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