Goethe, I dolori del giovane Werther, «Son così ricco, e il mio sentimento per lei divora tutto; son così ricco e senza di lei tutto è nullo»

Le struggenti lettere di Werther si impressero nella realtà culturale del tardo Settecento, influenzando almeno una generazione di entusiasti lettori. Il giovane a cui Goethe dà vita acquista le caratteristiche dell’eroe romantico per eccellenza, afflitto dal sentimento amoroso tanto da esserne indotto alla morte. Il cuore del protagonista è catturato dalla giovane Lotte, fanciulla dall’incredibile grazia, intelligenza e sensibilità, che però è promessa in sposa ad Alberto. Ciò che affascina Werther sono queste caratteristiche che differiscono profondamente dalle proprie: egli è inquieto e problematico, alla ricerca di quell’equilibrio che solo ella possiede. Ma egli si sarebbe tolto la vita anche se non si fosse innamorato di Charlotte o di qualsiasi altra donna: il suo destino (il suicidio) è infatti legato più che all’amore che nutre per la giovane donna alla propria natura: ciò è testimoniato dal fatto che egli non tenta di strapparla al suo fidanzato nonostante egli pensi a volte che Lotte condivida il suo stesso sentimento: «No, non m’inganno! Nei suoi occhi neri leggo un interesse verace per me e il mio destino. Così sento, posso fidarmi del mio cuore, sento che ella…non oso, posso esprimere con queste parole il paradiso?…che ella mi ama!» (lettera del 13 luglio). Werther nonostante abbia più volte la possibilità di conquistarla, non la coglie. Egli non è in grado di misurarsi con la realtà e con la triste società in cui vive, società che egli critica ma non combatte. Quella del mondo borghese è una delle tematiche a cui lo scrittore dà ampio spazio: nel periodo di vita “attiva” al servizio dell’ambasciatore appare chiaro che per un intellettuale borghese è impossibile inserirsi nella società mantenendo intatte la propria identità umana e la coerenza con sé stesso. Werther intavola una partita, destinata ad essere persa, contro la realtà aristocratica, le sue convenzioni e le sue regole e anche coloro i quali riteneva diversi e suoi potenziali alleati – il conte von C. e la signorina von B.- non si rivelano tali, respingendolo nel suo isolamento.

Gabriella Sorgente, Marzia Mariam Temperini (1G)

Il maestro e Margherita

l maestro e la sua Margherita vivono in modo sofferto. Il maestro ha scritto un romanzo incentrato sulla figura di Ponzio Pilato durante le ultime ore della vita di Cristo, che non ha però trovato il consenso della critica, trascinando il suo scrittore in una lunga e violenta depressione. Margherita è una giovane donna, sposata ad un uomo di cui non è più innamorata, e sogna di poter vivere tranquillamente assieme al suo grande amore. Ma la storia dei due amanti non è l’unica vicenda del libro; una sera a Mosca arriva uno straniero che si fa chiamare Woland, il quale fin da subito, con i suoi compari, porta lo scompiglio all’interno della città. Molti personaggi e diverse situazioni si avvicendando sulla scena, scandita da innumerevoli flash-back che ci riportano proprio ai tempi di Pilato. “Seguimi lettore! Chi ha detto che non c’è al mondo un amore vero, fedele, eterno? Seguimi lettore e io ti mostrerò un simile amore! No, si ingannava il maestro quando all’ospedale, verso mezzanotte diceva con amarezza a Margherita che essa l’aveva dimenticato. Questo non poteva accadere. Lei naturalmente non l’aveva dimenticato.” Questo romanzo non è, al primo impatto, attribuibile ad un autore russo. La narrazione dei fatti si alterna a immagini fantasiose, con voli sulla città e spettacoli bizzarri. La critica è ancora spaccata a metà: alcuni osannano l’opera di Bulgakov, definendola un capolavoro unico nel suo genere, altri obiettano che non si riesce a superare i primi capitoli. D’altronde, fu solo svariati anni dopo la prima stesura che il libro venne pubblicato, poiché inizialmente la censura russa aveva ritenuto il grande romanzo una testimonianza controrivoluzionaria. Leggendolo si colgono rapidamente i chiari riferimenti politici.m“Qualsiasi potere rappresenta una forma di violenza sugli uomini, arriverà il giorno in cui non esisterà più ne il potere dei cesari, né qualsiasi altra forma di potere. L’uomo entrerà nel regno della verità e della giustizia, dove non sarà più necessario alcun potere.”  Realtà e finzione spesso si sovrappongono, ma se si permette alla storia di districarsi nel corso dei capitoli, l’ultima pagina arriverà prima del previsto, lasciando il lettore con molti interrogativi, a cui potrà dare una risposta solo usando la stessa fantasia che Bulgakov ha usato per scrivere.

Valentina Di Blasi (1G) 

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